Bercia nei social con noi!

La serie A è tornata per il sollievo di molti tifosi che stavano inesorabilmente scivolando in uno stato misto tra la depressione e la crisi d’astinenza.

Di calcio giocato si parla poco però, a tenere banco sono i gesti di due giocatori di colore che, dopo aver segnato un gol alla squadra avversaria, hanno reso omaggio alla memoria di George Floyd, l’afroamericano ucciso dalla polizia a Minneapolis. Qualcuno ha ricordato che ogni volta che si è alzato il pugno al cielo l'umanità ha sempre fatto un passettino in avanti. Indubbiamente NKoulou e Lukaku hanno spedito un messaggio forte e chiaro contro ogni forma di discriminazione e di violenza. Il gesto di Lukaku è stato particolarmente commovente, con il gigante nerazzurro a testa bassa, un ginocchio sul prato verde del Meazza e il pugno chiuso verso il cielo, in perfetta solitudine. Nessun compagno ha disturbato questo momento di raccoglimento, hanno lasciato la scena al loro centravanti che a settembre, a Cagliari, era stato vittima di cori razzisti e dei soliti versi della scimmia da parte di alcuni tifosi rossoblù.

Ovviamente sui social è iniziata la sarabanda dei commenti dei famosi opinionisti senza opinione, l’esercito dei condannati ai lavori forzati della manifestazione del loro non indispensabile pensiero. L’accusa principale, rivolta ai due giocatori, è stata quella di essersi adeguati alla moda del momento, seguita da immancabili appunti sul loro essere milionari, privilegiati e di vivere nell’agiatezza.

Essere ricchi non equivale a essere stupidi, in compenso di cretini è pieno il mondo, basta leggere alcuni commenti sui social per togliersi gli ultimi dubbi, come quelli che criticano i gesti di solidarietà dei due giocatori di colore. Questa è la riprova che la guardia non va mai abbassata, l’intolleranza e l’odio si combattono anche grazie ai gesti di NKoulou e Lukaku. Per condannare l’assassinio di un padre che aveva acquistato le sigarette con 20 dollari falsi vorrei vedere un gesto ancora più forte e significativo, tipo un giocatore bianco inginocchiarsi e alzare il pugno al cielo.

Questo sarebbe un messaggio ancora più dirompente, magari da parte di Ciro Immobile, idolo dei tifosi laziali e della curva nord, che in fatto di manifestazioni di razzismo, purtroppo, non sono mai stati secondi a nessuno. In questo caso l’umanità di passettini in avanti ne farebbe più di uno.