Bercia nei social con noi!

Che la politica fosse scesa a livelli fino a pochi anni fa impensabili è un dato di fatto inconfutabile, però continuiamo a meravigliarci ogni volta che inciampiamo in notizie come quella che riguarda Fabrizio Gareggia, sindaco di Cannara, 4.300 abitanti in provincia di Perugia.

Gareggia ha pubblicato un tweet dal contenuto omofobo e volgare, che in poche ore ha fatto il giro della rete. Il contenuto del post del sindaco, rimosso da twitter dopo alcune segnalazioni, lascia poco spazio all'interpretazione: "Chi era quello del PD che ha fatto lo sbiancamento anale? Lo cercano quelli del #BlackLivesMatteritaly". Gareggia è leghista, salviniano ed è stato eletto con una lista civica. Cathy Latorre, una dei principali avvocati di diritto antidiscriminatorio, ha chiamato in causa Matteo Salvini: "@matteosalvinimi, ti pare normale tutto ciò? Lo caccerai vero? Mi auguro che i suoi concittadini sappiano punirlo alle prossime elezioni, sperando si dimetta il più presto possibile". A volte dopo aver capito di aver combinato un casino è meglio stare zitti per non combinarne altri, soprattutto per non dare conferma e certificazione del livello di povertà mentale posseduta. Ma come sappiamo l’umiltà non alberga in casa leghista e il buon Gareggia ha cercato di rimediare andando oltre: "Ho rimosso il mio messaggio dopo 15 minuti, essendomi espresso male: intendevo dire che a fianco di critiche e proteste legittime, c'è anche il ritiro di una nota marca di cioccolatini per un nome controverso. I miei post vengono strumentalizzati da alcuni, solo per pura avversione personale". Per la precisione il post è stato bannato da Twitter non da Fabrizio Gareggia, il quale si era espresso in maniera talmente comprensibile da far capire a tutti la sua visione omofoba e discriminatoria su temi che meriterebbero serietà e rispetto. I sondaggi ci dicono che la Lega è il primo partito del paese, io mi consolo con una frase di Karl Kraus, scrittore, giornalista e umorista austriaco, vissuto tra la fine dell’800 e l’inizio del secolo scorso: “Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti”.