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A Venezia tornano le navi da crociera, ma la protesta del comitato No Grandi Navi sta crescendo di giorno in giorno.

Il via libera ai simpatici megamostri arriva dal decreto del governo Conte che disciplina la proroga dello stato di emergenza sanitaria e che prevede la riapertura di discoteche, fiere e crociere. Il Decreto doveva essere già stato varato, ma il Governo ha preso tempo per valutare l’andamento della curva dei contagi, tornata a farsi preoccupante in Europa. Tutto però fa pensare che sarà approvato entro e non oltre la fine di questa settimana, come auspicato dallo stesso ministro dello sviluppo economico  Stefano Patuanelli (5stelle). Poco importa al ministro se la presenza di questi mega hotel galleggianti devasti il già fragile ecosistema lagunare, poco interessa allo scienziato grillino se le navi da crociera sono diventate in questa crisi sanitaria delle bombe ad orologeria del contagio. Basterebbe leggere le cronache in piena emergenza covid, quando i lazzaretti galleggianti si spostavano di porto in porto cercando disperatamente un approdo che gli veniva sistematicamente negato. Il comitato No Grandi Navi non si fa illusioni, queste compagnie di navigazione, come la Costa Crociere, hanno i tentacoli dappertutto, in particolare all’interno delle stanze del potere. Sarebbe opportuno che il ministro pentastellato Stefano Patuanelli spiegasse come si possano mantenere le distanze a bordo con 4500 passeggeri più l’equipaggio in corridoi larghi al massimo un metro. Facciamo battute su Trump e Bolsonaro, che sul covid hanno idee molto naïf e qualunquiste, poi ci ritroviamo in casa un ministro che entra in contraddizione con la stessa base dei 5Stelle veneziani, tutti fermamente convinti che le grandi navi debbano navigare lontano da piazza San Marco. In nome del dio denaro, in nome e per conto del profitto, vengono troppe volte compiute scelte infelici e scellerate. Qualcuno nuoterebbe anche nella merda se dentro ci galleggiassero banconote da 100 euro. D’altro canto come ricordava Benjamin Franklin, uno dei grandi protagonisti della Rivoluzione americana del 1700, “Il denaro non ha ancora mai reso un uomo felice, e né lo farà mai. Non c’è nulla nella sua natura che possa produrre felicità. Più un uomo ne possiede, più ne desidera. Invece di riempire un vuoto, ne crea uno”. Dal 1700 ad oggi sicuramente più di qualcosa è andato storto, ci troviamo dinanzi ad una distesa immensa di vuoti, ormai impossibile da riempire. E la nave va…