Bercia nei social con noi!

Incredibili e gravi le affermazioni del docente dell’Università di Siena./

Roba da non credere. Leggi  le dichiarazioni del professor Gozzini, ordinario presso il dipartimento di Scienze Sociali dell’ateneo di Siena , nei confronti di Giorgia Meloni e resti allibito. Vale la pena riportare testualmente le affermazioni del professore, rilasciate nel corso di un intervento all’emittente “Controradio” “Ieri s'era m'è preso il mal di miserere quando ho sentito quell'ortolana, con tutti il rispetto per la categoria, della Meloni...lei pensava di fare una grande fine ad effetto del suo discorso dicendo, lei presidente ha detto questa famosa frase, whatever it takes, io le dico, ripeta whataver it takes per l'Italia. Per l'Italia! Siamo ancora a questo nazionalismo retorico, demenziale, ignorante. Questa pesciaiola, e mi dispiace offendere questi negozionanti ma non io posso vedere in Parlamento gente simile, di un'ignoranza di questo livello, che non ha mai letto un libro in vita sua, che può rivolgersi da pari a pari a un nome come quello di Mario Draghi". Alle rimostranze del direttore della radio che lo invitava ad usare toni più moderati, ha insistito” datemi dei termini: una rana dalla bocca larga? Una vacca? Una scrofa? Cosa devo dire? Cosa devo dire per stigmatizzare il livello di ignoranza e presunzione”. Ora: non ho mai condiviso né mai condividerò né le idee né l’ideologia politica sottostante al partito guidato da Giorgia Meloni , soprattutto  in riferimento  a certi esponenti di quella forza politica sul territorio che si richiamano a valori e presupposti per me irricevibili, però quando si passa il segno è giusto rimarcarlo (noto piuttosto una sordina poco simpatica  sulla vicenda...). Anzi lo si deve fare a maggior ragione perché l’intemerata del professore  non solo è indegna nella forma ma riporta nel contenuti ad un atteggiamento snobistico e arrogante di certa sinistra che ha contribuito e contribuisce non poco alla perdita dei consensi, che è testimonianza del distacco dalla realtà che ormai ha colpito come un virus inarrestabile la sinistra stessa. Andiamo con ordine: anzitutto la ingiustificabile misoginia. Se le stesse affermazioni della Meloni le avesse fatte un collega maschio cosa avrebbe detto l’emerito dottor Gozzini ?  Gli avrebbe dato del “pescivendolo” oppure avrebbe argomentato in disaccordo come sicuramente è capace di fare ? Detesto l’esasperazione femministica che ogni tanto viene fuori da certe affermazioni di politiche o giornaliste, ma assolutamente ripugnante è anche constatare un atteggiamento di questo tipo oltretutto in chi, anche per livello culturale e professione, dovrebbe essere maestro di moderazione e diffusore di concetti come la tolleranza e l’apertura mentale. Si può contestare argomentando e non offendendo, si può opporre la propria idea a quella dell’avversario politico in confronto dialettico e non usando la scorciatoia del vilipendio che oltretutto chiude il dibattito con netto successo di chi non accetta di scendere sul piano del trivio. Molto grave poi il passaggio in cui afferma “ io non  posso vedere in Parlamento gente simile, di un'ignoranza di questo livello, che non ha mai letto un libro in vita sua, che può rivolgersi da pari a pari a un nome come quello di Mario Draghi". Indubbiamente una bella dimostrazione di progressismo…Quindi secondo il professor Gozzini la democrazia funziona così: se hai un livello di istruzione adeguato ( stabilito da chi?) puoi rivolgerti (con il dovuto ossequio) ai “grandi” ( Draghi, esente da colpe, ma citato qui ad esempio) altrimenti niente, accontentati di restare a vendere verdure, pesce o caramelle e non dare fastidio.  Il tutto in barba a considerazioni  che pensavo fossero alla base di un pensiero di sinistra come cercare di fornire a tutti ( o al maggior numero possibile) l’opportunità di crescere, garantire a tutti ( comunque!) la possibilità di far sentire la propria voce, farsi caso mai portavoce proprio di chi , per sorte o per scelta, ha meno capacità/possibilità di esprimersi e fare da tramite, una volta si sarebbe detto da “cinghia di trasmissione” tra le richieste, dei bisogni, delle proteste e delle necessità della gente ed i centri decisionali. L’avevo capito differente ( dai libri, professor Gozzini…) il ruolo guida degli intellettuali nel pensiero e nella prassi socialista.. Viene in mente Gaber, nel finale della sua canzone “il Narciso”: “Beh, chi è questa qui?Da dove viene? Ero qui che mi amavo..”