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Pandemia, paure reali e suscitate, vuoto di idee a sinistra e l’Europa guarda sempre di più a destra./

Svolta a destra; l’Europa sempre più guidata da forze conservatrici dopo i successi nelle elezioni in Gran Bretagna e in Spagna. Ormai  l’onda pare inarrestabile: oltre alle “democrature” del’est  si registra il progressivo spostamento a destra di Macron in Francia ( ammesso che mai abbia avuto una posizione diversa), nazione dove peraltro l’alternativa più sostenuta dai sondaggi pare essere Marine Le Pen.  In  Italia la “grosse koalition” benché sorretta principalmente dai voti di Partito Democratico e Movimento cinque stelle ha nel leader Mario Draghi un uomo che non può certo essere sospettato di simpatie progressiste e nella assai attiva componente leghista la parte più dinamica dell’esecutivo. Scorrono così ombre inquietanti sul vecchio continente  alimentate dalla paura della pandemia ma insieme anche dalla insofferenza verso le misure rese necessarie dalla pandemia contestate sulla base di una presunta difesa della libertà individuale ma in fondo alimentate soprattutto da chi gestisce i mercati e ne teme le conseguenze economiche . Ci sono poi le ombre costruite su paure antiche ( il diverso, il nemico, quello che arriva a portarti via il pane ) che eclissano e nascondono le paure che invece davvero dovremmo avere ( perdita progressiva di diritti sul lavoro, smarrimento di valori in favore di una logica incentrata sulla triade successo-denaro-egoismo, un sistema economico sempre più votato al profitto ad ogni costo, rigurgiti di nazionalismo estremo).  Sarebbe però sbagliato liquidare quanto sta accadendo con un’alzata di spalle un po’ snob, guardare a quanto accade con un sussiego dall’alto in basso e ritenere che la maggioranza delle persone si faccia abbindolare dal più abile venditore di fumo.  E’ questo esattamente l’atteggiamento sbagliato di una sinistra che manca da anni di una proposta politica vera. A forza di temere di pronunciare qualcosa che sia davvero di sinistra, di smettere di esercitarsi sui temi della tutela dei più deboli, della lotta per le pari opportunità,  la difesa e riconoscimento dei diritti sul lavoro e dei diritti sociali per tutti, i partiti che si autodefiniscono progressisti hanno smarrito totalmente la loro identità. Tendenzialmente scivolato verso destra ad inseguire populismo ed economicismo, il profilo di molte di queste forze politiche si è appiattito talmente tanto che l’elettore o si astiene un po’ disgustato oppure se proprio deve scegliere formule facilmente riconducibili ad un pensiero neo-liberista preferisce appoggiare chi quei dettami sa declinare meglio perché parte fondante dalla sua stessa natura. Manca costantemente il coraggio di una posizione vera, il “benaltrismo” è la malattia che va portando al rincoglionimento senile i partiti di sinistra. C’è sempre un qualcosa d’altro, di più importante o di più intellettuale o di più profondo su cui spostare il pensiero e l’agire quotidiano rispetto al tema che di volta in volta viene alla ribalta. Non si lotta più, ci si sposta accomodandosi in salottieri dibattiti riservati a pochi eletti, perdendo contatto progressivamente con la gente che le risposte, semplificate e manipolatorie quanto si vuole, le trova altrove. L’aver dimenticato che la politica è la vita della gente e non i dibatti in simposi ristretti, che facendo politica ci si sporcano anche le mani perché il combattimento non esenta dal “sangue e dalla merda” ( secondo la celebre definizione di Rino Formica) è il peccato mortale di questa sinistra diventata rifugio snob di una classe medio-alta che non intende abbassare lo sguardo. E’ così che si lascia il campo ai facili proclami ed alla rozza concretezza di chi offre soluzioni discutibili ma sintetiche, forze che sono emanazione più o meno volontaria di potentati economici che mirano a controllare con logica di mercato l’intera società. Oggi, con questa sinistra, Licio Gelli avrebbe risparmiato il denaro con il quale (pare ormai certo) finanziò l’attentato alla stazione di Bologna per alimentare una strategia criminale volta a frenare l’ascesa dell’allora PCI . Oggi i suoi eredi si frenano da soli e rischiano di consegnarci ad un domani oscuro.