Bercia nei social con noi!

Un abisso tra le parole di Papa Francesco in Ungheria e gli incontri a Roma tra Vaticano e Lega./ “Piena sintonia”, “Intesa sui temi più scottanti”; con queste parole Matteo Salvini da una parte ed il cardinale Parolin segretario di Stato vaticano dall’altra, hanno commentato l’incontro tra l’ex ministro dell’interno ed il cardinale Callagher, ministro degli esteri del Vaticano.  Ora, questa “entente cordiale” tra il leader di un partito che non nasconde una vocazione tendenzialmente razzista e suprematista, vocazione sulla quale quel partito è sorto e che non è altro che stata elaborata e semmai ampliata nel corso degli anni ed in seguito alla trasformazione da “insorgenza nordista” a “rivendicazionismo sovranista nazionale”, non manca di suscitare perplessità fortissime . Non si capisce infatti come si possa coniugare la parola del Vangelo con le sortite ripetute e sempre più veementi dell’ex ministro dell’interno contro i migranti, contro il DDL Zan, in generale contro il diverso. Le parole di Gèsù Cristo che esortano all’accoglienza dei poveri, dei disperati alla ricerca della giustizia, alla condivisione dei propri beni con chi ha bisogno come si possono “sintonizzare” con l’egosimo nazionalistico proclamato dalla destra salviniana ? O forse si tratta di terreni giochi di potere legati alle imminenti consultazioni amministrative ? “Il Signore libererà il bisognoso che grida e il misero che non ha chi l'aiuti. Avrà compassione dell'infelice e del bisognoso e salverà l'anima dei poveri. Riscatterà le loro anime dall'oppressione e dalla violenza e il loro sangue sarà prezioso ai suoi occhi” E’un verso del salmo 72. Non trovo punti di contatto con le parole degli ultimi comizi ed esternazioni anche via social del capo della Lega e dei suoi corifei. La sensazione antipatica che viene dal leggere i commenti stampa alla visita dell’ex vicepresidente del consiglio  ( anche se dalle stanze della Santa Sede si è poi cercato di sminuirne la portata ridimensionandola a “visita di cortesia di un parlamentare italiano “) è di uno scivolamento verso una tendenza pacelliana, quella per capirsi che riconduce all”uomo della provvidenza”( il sostegno papista al regime di Mussolini in chiave forsennatamente anticomunista). Ancora più stridente il contrasto se se vanno a leggere le parole pronunciate da  Papa Bergoglio nella sua visita in Ungheria, paese retto da un amico carissimo di Salvini ( e della Meloni ), quel  Viktor Orban che sta conducendo quella nazione su una sgradevole china di sciovinismo e razzismo latente, nascondendo i suoi intenti revisionisti anche dietro il paravento della religione ( vecchia tattica ) con il richiamo alle radici cristiane dell’Europa nel segno della Croce di Cristo. Così ha risposto Papa Francesco parlando ai fedeli “La croce esorta a mantenere salde le radici ma senza arroccamenti; ad attingere alle sorgenti aprendoci agli assetati del nostro tempo. Il mio augurio è che siate così: fondati e aperti, radicati e rispettosi….Dobbiamo impegnarci a promuovere una educazione alla fraternità così che i rigurgiti d’odio non prevalgano”.  Facile pensare al contrasto interno alle gerarchie ecclesiastiche, alle tante volte ventilate “fronde” antibergogliane che allignano dentro e fuori le mura vaticane tra chi conserva una visione grettamente conservatrice e  fortemente politica, con invasioni di campo che non sono più né giustificabili né tollerabili  ed una Chiesa che cerca invece di intraprendere l’arduo cammino  del Vangelo e della sua rivoluzionaria visione della vita. Anche per i credenti, i praticanti, tutti coloro che sono o si sentono vicini al’immanenza del Divino, non è indifferente scegliere da che parte stare.