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La patria si serve anche facendo la guardia ad un bidone di benzina, ha detto il duce”.

A ricordarci questa primizia, e a farci tornare in mente che in Italia ci siamo sorbiti per vent’anni una calamità come Benito Mussolini, tal Maurizio Gussoni, nientemeno che il direttore responsabile di Via!, la rivista di Automobile Club Milano. Come sia finito a fare il direttore del magazine è presto detto: Geronimo La Russa, figlio di Ignazio, è il presidente di Aci Milano, Gussoni è il candidato nel capoluogo lombardo per Fratelli d’Italia ed è anche un noto collezionista di cimeli del ventennio. In poche parole l'uomo giusto al posto giusto. Un caro amico per la famiglia La Russa, uno di casa che ha sempre manifestato affetto per i caduti della Rsi. La frase è stata rispolverata a corollario del commento di Gussoni sul blitz dei militanti di FDI che pochi giorni fa hanno preso a martellate il cordolo della pista ciclabile in corso Buenos Aires a Milano per "smantellare" simbolicamente la preferenziale voluta dall'amministrazione Sala. Il percorso per le bici è stato creato ormai più di un anno fa lungo la via dello shopping milanese. Il gesto è l’antipasto di quello che faranno i rappresentanti del partito della Meloni se verranno eletti, ovvero demolire quest'opera, e forse anche qualcos'altro. La ciclabile, secondo i delegati di Fdi, è pericolosa, brutta e mette a rischio i pedoni e i motociclisti con cordoli poco visibili. Il problema è che una parte consistente della popolazione inquadra i ciclisti come nemici da abbattere, li vede come il fumo negli occhi, un ostacolo al traffico delle auto. In tutta Europa i vari governi cercano d’incentivare l’uso della bicicletta per alleggerire il carico di traffico giornaliero che soffoca le città, per combattere l’inquinamento e anche per stimolare le persone a fare un po’ di movimento, che giova alla salute. Sempre meglio che starsene per ore e ore reclusi all’interno di un abitacolo pieno di optional complicati e inutili, accessori che servono soltanto a distrarre dalla guida e a travolgere pedoni e ciclisti, per l'appunto. Chi viaggia in bici vede il mondo da una prospettiva diversa, l’unica catena che ti rende libero è quella della tua bicicletta. Le martellate alla pista ciclabile della banda Meloni sono state di una tristezza assoluta, uno spettacolo indecoroso del quale avremmo fatto volentieri a meno. Quindi non c’è da stupirsi se il gran cerimoniere Gussoni ha chiuso la giornata con la citazione dell’innominabile avanzo di galera di Predappio, è stato il timbro di autenticazione di quella visione oscurantista che contraddistingue una parte consistente della destra italiana.