Bercia nei social con noi!

Da questa mattina c’è l’obbligo del Green Pass nei luoghi di lavoro e sui social fioccano i post a sostegno dei portuali di Trieste, quelli che non vogliono saperne e “democraticamente” stanno tentando di bloccare l’Italia.

Uno dei capi della protesta è Fabio Tuiach, ripreso mentre impedisce ad un’automobile di entrare all’ingresso del varco 4 del porto. Sbraita, inveisce contro i suoi stessi compagni, spintona chi cerca di farlo ragionare, si produce in un delirio incontrollato. Tuiach ha un passato da pugile professionista con 36 incontri, 29 dei quali vinti, campione italiano nel 2014 e nel 2018. Se sul ring ha collezionato successi, come consigliere comunale di Trieste, eletto nel 2016, ha rimediato figure da subnormale. A causa di alcune sue dichiarazioni sul femminicidio, che a suo dire non esisterebbe, “solo un’invenzione della sinistra”, il vicesindaco ne chiese l’espulsione e lui passò in scioltezza a Forza Nuova, per poi traslocare un anno dopo al Gruppo Misto come indipendente. È proprio per le sue dichiarazioni e posizioni che Tuiach è diventato una specie di personaggio mitologico. Queste alcune perle di saggezza dell’ex pugile: Maometto? “Un pedofilo”. Stefano Cucchi? “Spacciatore eroinomane”. Cittadinanza onoraria a Liliana Segre? “Da profondamente cattolico mi sono sentito un po’ offeso perché ha detto che Gesù era ebreo, quindi mi astengo”. Pandemia? “Dovevo portare la mozione per multare le mogli con il mal di testa” e che quindi si sarebbero negate a fare sesso con i propri mariti o compagni durante il lockdown. L’atto omossessuale? “Rito di iniziazione satanica”. Ma forse il diversamente intelligente Tuiach il peggio è riuscito a sfoggiarlo in occasione di un’aggressione omofoba a Trieste: “Un esponente LGBT è stato picchiato e scoppia il caso omofobia a Trieste, siamo in campagna elettorale e succede ogni volta ma forse ha litigato con il fidanzato per la vasellina. Grande solidarietà da parte di tutte le forze politiche ma ricordiamoci che in più di un terzo dei paesi al mondo non esiste il problema omofobia perché per i gay c’è il carcere o la pena di morte. Noi avevamo il rogo un tempo, mentre in Russia c’è la legge anti-gay come in tutto l’est e per questo loro non accolgono palestrati che fuggono da paesi omofobi”. A Fabio Tuiach quando terminò la terza media venne organizzata una festa dai suoi genitori per ricordare l’evento storico, erano emozionati, pensavano che non avrebbe mai raggiunto il prestigioso traguardo della licenzia media senza fondere il cervello. A La7, commentando le manifestazioni e gli scontri contro l’estensione dell’obbligo del Green Pass a Roma di sabato scorso, Tuiach ha sostenuto: “Cosa hanno fatto di sbagliato a Roma? Fiore, Castellino e tutti i miei amici giù a Roma, hanno pensato a difendere i propri familiari, il proprio lavoro, gli ultimi veri duri e puri restano loro”. Il livello mentale di coloro che stanno tentando di bloccare l’Italia è questo. Tutti quelli che impestano i social con post farneticanti con i quali sostengono di vivere sotto una dittatura è bene che facciano una gita ad Auschwitz, il campo di concentramento dove tra il 1940 e il 1944 vi furono sterminati più di 1 milione di prigionieri, gente civile, inerme, in maggioranza donne, bambini e anziani, persone che non avevano commesso nessun crimine, erano stati deportati perché in gran parte erano ebrei. Poi c’erano i gay, i dissidenti, i rom, esseri umani che qualcuno aveva deciso di far sparire dalla faccia della terra. Questo è uno dei tanti esempi dei crimini commessi sotto una dittatura, ce ne sono altri, c’è l’imbarazzo della scelta, basterebbe aver aperto un libro di storia. La gente sta male e parla di dittatura, vuole stupire il mondo intero convinta di strappare applausi a scena aperta. Si sono fatti mesi di lockdown tappati in casa senza neppure mettere fuori il naso sul terrazzo di casa, quando sono usciti per fare scorte nel supermercato appena rientrati a casa si sono fatti la doccia con l’amuchina. Da un anno e mezzo indossano la mascherina anche per andare a pisciare. Sono iscritti, e pertanto schedati, all’ufficio anagrafe del comune, all’ufficio delle imposte, hanno il Telepass, lo Spid, l'EasyPark, la PEC, la tessera sanitaria, il conto corrente online, la tessera del supermercato, delle profumerie, dei negozi di abbigliamento e delle librerie. Hanno partecipato alla lotteria degli scontrini, fanno regolarmente acquisti su Amazon, hanno la carta d’identità, la patente, il passaporto, il codice fiscale, le carte di credito, il bancomat. Sono iscritti a Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin, e Tik Tok. Hanno installate sul cellulare decine di app alle quali hanno dato l’autorizzazione per il trattamento dei loro dati personali e per la localizzazione. Nonostante tutto scendono in piazza urlando che il Green Pass limita la loro libertà. Siete ridotti male date retta, state usando il vostro cervello soltanto per dividere l'orecchio destro da quello sinistro.