"Dopo l'apocalisse", il libro scritto da Riccardo Nencini e Franco Cardini
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Dopo il coronavirus nulla sarà più come prima, oppure tutto resterà come prima? Due luoghi comuni che sentiamo ripetere spesso. La realtà è che il coronavirus ci ha insegnato molte cose, una è che credevamo di esser forti e praticamente invulnerabili, mentre siamo deboli e cagionevoli. Inoltre contavamo sulla tecnica che ci avrebbe portato a viver a lungo giovani e sani, e invece è bastato un nuovo esserino microscopico per renderci improvvisamente disorientati e isterizzati. La storia delle pandemie ci racconta tanto, ma non ci dice tutto. Oggi il progresso sta correndo in modo esponenziale, la società si evolve troppo in fretta, è utile cercar d’imparare dal passato ma è più utile ancora immaginare inediti scenari futuri. Il modello turbocapitalista non ha ancora finito di collaudarsi ed è già decrepito. E noi siamo qui. Liberi e soli. Solo che libertà e solitudine in realtà non stanno affatto bene insieme. Inventiamoci i modi per conservare la nostra libertà. Il primo di tutti è trovare il coraggio di battere la nostra solitudine.
Il coronavirus. Che sarà mai, in fondo? Ne abbiam passati di mari, ne abbiam colti di fiori. Ne abbiamo viste di epidemie, ne abbiamo affrontati di pericoli. E questo non è certo stato il peggiore. Vi sono state pandemie più crudeli, più letali. E allora, questa, che cos’ha di diverso? Per noi occidentali moderni, una sola piccolissima cosa. Che non ci era mai accaduta prima, nemmeno quando ci siamo trovati ad affrontare prove ben più dure. Questa però ci ha insegnato una cosa che non sapevamo o che ci eravamo rifiutati d’imparare. Che la nostra splendida e invincibile civiltà moderna non è immortale. Che con tutta la sua potenza è anche molto fragile: un colosso dai piedi d’argilla, come quello della celebre visione. Che è esposta alla fine. E che la fine può arrivare anche sulle ali d’invisibile libellula di un esserino uscito da chissà quale laboratorio di ricerca, da chissà quale antro di apprendisti stregoni.

"Dopo l'apocalisse", il libro scritto da Riccardo Nencini e Franco Cardini

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Dopo il coronavirus nulla sarà più come prima, oppure tutto resterà come prima? Due luoghi comuni che sentiamo ripetere spesso. La realtà è che il coronavirus ci ha insegnato molte cose, una è che credevamo di esser forti e praticamente invulnerabili, mentre siamo deboli e cagionevoli. Inoltre contavamo sulla tecnica che ci avrebbe portato a viver a lungo giovani e sani, e invece è bastato un nuovo esserino microscopico per renderci improvvisamente disorientati e isterizzati. La storia delle pandemie ci racconta tanto, ma non ci dice tutto. Oggi il progresso sta correndo in modo esponenziale, la società si evolve troppo in fretta, è utile cercar d’imparare dal passato ma è più utile ancora immaginare inediti scenari futuri. Il modello turbocapitalista non ha ancora finito di collaudarsi ed è già decrepito. E noi siamo qui. Liberi e soli. Solo che libertà e solitudine in realtà non stanno affatto bene insieme. Inventiamoci i modi per conservare la nostra libertà. Il primo di tutti è trovare il coraggio di battere la nostra solitudine.
Il coronavirus. Che sarà mai, in fondo? Ne abbiam passati di mari, ne abbiam colti di fiori. Ne abbiamo viste di epidemie, ne abbiamo affrontati di pericoli. E questo non è certo stato il peggiore. Vi sono state pandemie più crudeli, più letali. E allora, questa, che cos’ha di diverso? Per noi occidentali moderni, una sola piccolissima cosa. Che non ci era mai accaduta prima, nemmeno quando ci siamo trovati ad affrontare prove ben più dure. Questa però ci ha insegnato una cosa che non sapevamo o che ci eravamo rifiutati d’imparare. Che la nostra splendida e invincibile civiltà moderna non è immortale. Che con tutta la sua potenza è anche molto fragile: un colosso dai piedi d’argilla, come quello della celebre visione. Che è esposta alla fine. E che la fine può arrivare anche sulle ali d’invisibile libellula di un esserino uscito da chissà quale laboratorio di ricerca, da chissà quale antro di apprendisti stregoni.